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sabato 6 giugno 2015

2000 mt di bontà e ossigeno

Questo weekend (25-26 ottobre 2014) siamo stati in montagna, precisamente in Val Biandino, sopra Introbio (LC)
La passeggiata per raggiungere il Rifugio Tavecchia, la conoscevamo già avendo partecipato ad alcune delle divertentissime ciaspolate in notturna organizzate dalla famiglia Buzzoni che lo gestisce.
La novità era dormire in rifugio con Spino e dormire in una delle carinissime camere matrimoniali con bagno privato che il rifugio mette a disposizione di chi ha esigenze diverse dagli stanzoni (ideali per giovani e gruppi).
Arrivati verso le 17 in rifugio ci sistemiamo e ne approfittiamo subito per una bella merenda con the e torta di pere e cioccolato. Giochiamo a carte e facciamo conoscenza con gli altri ospiti.
Il ricordo che avevo della cena non viene tradito: cucina ottima, non dozzinale e abbondante come spesso si può pensare di un posto di montagna ma giusta e ricercata.
Le trofiette alla boscaiola con porcini e fiori di zucchina mi hanno costretta a chiedere il bis e poi il mio cuore si è letteralmente sciolto di fronte al tagliere di formaggi e composte.
A scrivere ho ancora vivo il ricordo del sapore della pasta del caprino che si abbraccia a quello della composta di mele cotogne, in una scioglievolezza che è sublime!
Il mattino seguente ci siamo messi in cammino verso il Rifugio Santa Rita, bruciare le calorie della cena per fare posto a quelle del pranzo.
Un pranzo domenicale migliore non poteva esserci. era la festa del rigufio e con 14 euro (vino acqua e caffè inclusi) ci hanno portato un piatto di bresaola, la polenta concia, i taroz e dei biscottini.
l'idea di mangiarci solo dei panini è svanita subito.
cielo tersissimo, aria purissima, tranquilltà assoluta, tintarella. Spino sorrideva! si è fatto il sentiero mille volte.
Il sentiero porta al pizzo dei 3 signori, la val biandino è molto bella perchè è un punto d'accesso per varie escursioni.
paesaggi che non hanno niente da invidiare a altre catene montuose.

  

lunedì 19 maggio 2014

Trekking in Val Trompia: una giornata di relax e divertimento

Questo fine settimana ho scoperto la Val Trompia: splendidamente verde. Io e Luca eravamo ospiti vicino Brescia a casa di amici/colleghi. Ospitalità perfetta: non sempre le persone (alberghi compresi) riescono a farti sentire a tuo agio, da loro invece ci siamo trovati benissimo!


Domenica mattina sveglia presto (non troppo), colazione con cornetto caldo alle 8.30. Ore 9.15 partenza per Pezzoro, piccolo paesino valligiano dove si trova l'attacco del sentiero da cui partiamo alla volta del Rifugio Pontogna (CAI Val Trompia). I primi 40' del sentiero sono su uno sterrato ampio e leggermente in salita, ottimo riscaldamento per i miei glutei.
Una volta arrivati al Rifugio si può procedere, in base all'ora e alla stanchezza, per escursioni più o meno difficili, e arrivare fino al Monte Guglielmo. Questa era la nostra meta, purtroppo l'inaspettata neve e un paio di smottamenti ci hanno impedito (anche perchè non volevamo rischiare) di arrivare alla cima.
Nessun male, sarà per la prossima occasione. Il nostro percorso è stato altrettanto avventuroso. Non volendo ripercorrere la stessa strada dell'andata abbiamo proseguito fin quasi al Rifugio Medelet per poi, non senza qualche suspance, trovare un sentiero che a quota più bassa ci riportasse, con un tragitto ad anello, al Pontogna per il pranzo.


Ore 14: dopo 4 ore di cammino ci siamo decisamente conquistati la pappa! Al Rifugio CAI Valtrompia la cucina è ottima.
Abbiamo provato lasagne di verdure, mezze penne con la salamina, polenta con lo spezzatino, formaggio alla brace con polenta e insalata, caffè e liquore alle fragoline di bosco. Prezzo medio 12,50 Euro a persona.

Il Rifugio è aperto tuto l'anno (weekend d'inverno e tutti i giorni durante l'estate) e ha posto per 50 ospiti a dormire e circa 90 coperti. Lo terremo sicuramente presente per i prossimi Capodanni: il sentiero da Pezzoro è l'ideale da percorrere con le ciaspole.

Ah dimenticavo il nostro weekend bresciano ha avuto un magico sabato sera: scorazzamento in scooter, notte dei musei con il Tempio Capitolino di Santa Giulia aperto, movida da notte bianca.

Poche ore, ma di qualità. Che hanno ricaricato le pile e fatto dimenticare la routine.