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sabato 6 giugno 2015

2000 mt di bontà e ossigeno

Questo weekend (25-26 ottobre 2014) siamo stati in montagna, precisamente in Val Biandino, sopra Introbio (LC)
La passeggiata per raggiungere il Rifugio Tavecchia, la conoscevamo già avendo partecipato ad alcune delle divertentissime ciaspolate in notturna organizzate dalla famiglia Buzzoni che lo gestisce.
La novità era dormire in rifugio con Spino e dormire in una delle carinissime camere matrimoniali con bagno privato che il rifugio mette a disposizione di chi ha esigenze diverse dagli stanzoni (ideali per giovani e gruppi).
Arrivati verso le 17 in rifugio ci sistemiamo e ne approfittiamo subito per una bella merenda con the e torta di pere e cioccolato. Giochiamo a carte e facciamo conoscenza con gli altri ospiti.
Il ricordo che avevo della cena non viene tradito: cucina ottima, non dozzinale e abbondante come spesso si può pensare di un posto di montagna ma giusta e ricercata.
Le trofiette alla boscaiola con porcini e fiori di zucchina mi hanno costretta a chiedere il bis e poi il mio cuore si è letteralmente sciolto di fronte al tagliere di formaggi e composte.
A scrivere ho ancora vivo il ricordo del sapore della pasta del caprino che si abbraccia a quello della composta di mele cotogne, in una scioglievolezza che è sublime!
Il mattino seguente ci siamo messi in cammino verso il Rifugio Santa Rita, bruciare le calorie della cena per fare posto a quelle del pranzo.
Un pranzo domenicale migliore non poteva esserci. era la festa del rigufio e con 14 euro (vino acqua e caffè inclusi) ci hanno portato un piatto di bresaola, la polenta concia, i taroz e dei biscottini.
l'idea di mangiarci solo dei panini è svanita subito.
cielo tersissimo, aria purissima, tranquilltà assoluta, tintarella. Spino sorrideva! si è fatto il sentiero mille volte.
Il sentiero porta al pizzo dei 3 signori, la val biandino è molto bella perchè è un punto d'accesso per varie escursioni.
paesaggi che non hanno niente da invidiare a altre catene montuose.

  

sabato 22 novembre 2014

Risottino radicchio rosso e zola dolce

Oggi per non farci mancare nulla abbiamo utilizzato alcuni dei prodotti presi ai mercati agricoli nelle ultime settimane e abbiamo fatto un ottimo piatto, un risotto radicchio rosso di Treviso e zola dolce della Latteria di Cameri (NO), con una spolverata finale di parmigiano e timo. Abbiamo abbinato una bollicina rosè, il Punto Rosa della cantina Val D'Oca di Valdobbiadene a cui sono molto affezionata.

Come sempre facciamo prima tostare il riso in padella con soffritto di cipolla e carota. Una volta che il riso è tostato, lo riconoscete dal fatto che la perlatura esterna inizia a diventare appena appena dorata, si aggiunge il radicchio lavato e tagliato e man mano il brodo di verdure.
Verso fine cottura lo zola tagliato a cubetti.
Quando il formaggio si è amalgamato bene possiamo servire. Per smorzare il sapore amarognolo del radicchio che non a tutti piace si può cospargere il piatto con una grattuggiata di parmigiano e qualche foglietta di timo fresco.
Noi lo abbiamo fatto ugualmente anche se ci piace molto il radicchio.
Ovviamente l'intensità dipende anche dalla quantità degli ingredienti iniziali: noi avevamo un ceppo intero di radicchio e circa 250 gr. di zola.

Buon appetito, amo l'autunno e i suoi piatti scaldacuore!



lunedì 21 luglio 2014

48 h di bolina sul Lago di Garda

Questa è ufficialmente l'estate delle partenze last minute, anzi second! Una mattina lascio la mia auto a lui, e mi rifa il "lato b". Gli incontri sono proprio bizzarri nella vita, fatto sta che da un' "inc...ta" tra auto e scooter ne è nato un bellissimo weekend in barca sul lago di Garda. Quanto mi mancava andare in barca, ero intrepida come una bambina a Natale e venerdi contavo i minuti alla partenza.
Andare a vela è qualcosa di magico, per me è sempre stato un momento di vero confronto con il mondo. Tu e il vento e quando ci si mette anche la sfida! Sono un po' individualista, anche in barca. Andare in barca sportivamente è un'emozione davvero appagante. Ho dei ricordi bellissimi di momenti in cui "godi come una bestia" perchè sei in piena sintonia con il vento, con la barca e ti viene voglia di gridare a squarcia gola perchè è tutto perfetto! La barca mi ha regalato questo, la voglia di confrontarmi, di divertirmi e anche di vincere.
È da troppo che non mi capitano queste occasioni e ogni volta che per caso mi viene proposto di andare in barca sono contentissima ma non è la stessa cosa...è una gita e così la vivo.
Infatti ho deciso che non avrei preso in mano il timone nemmeno una volta, mi son sparata un loop di tuffi e ronfate davvero impagabile.



E ho scoperto che il lago di Garda è davvero bello e curato, peccato per l'insostenibile traffico che deve affrontare chi decide di mettersi in auto. Noi eravamo in moto, tassativamente. Non avrei mai immaginato di trovare tanta colonna. Primo consiglio quindi, se andate sul Garda, munitevi di mezzo a due ruote!




 
Sono stata sulla sponda lombarda del Garda, tra Gargnano e Salò, e nonostante l'incommisurabile affetto per il "mio" lago devo ammettere che non c'è confronto: acqua più pulita, servizi ineccepibili, pulizia, organizzazione e accoglienza.




Sabato abbiamo attraversato il lago e siamo risaliti fino a punta San Vigilio, dove c'è un ristorantino molto romantico e una baia dove regna la pace e si scorgono bellissime ville e piantagioni di ulivi. Sabato sera, dopo una grigliata "casalinga", abbiamo visitato Salò e passeggiato sul bellissimo lungo lago.
Piccolo dettaglio, i velisti che ci ospitavano erano davvero tosti e simpatici...capito l'andazzo mi sono subito adeguata, e mio marito si è stupito del mio livello di rozzezza e avventura! Pranzi spartani, lavarsi faccia e denti al bar e un nuovo modo di docciarci, direttamente dalla barca. Tuffo, shampoo, tuffo...la piega più veloce della storia! ;-)

E poi in ogni paesino che vai ci sono bellissimi scorci di bouganville...





e ville, come la Villa Feltrinelli, e limonaie, volute dagli zar di Russia per garantirsi agrumi tutto l'anno.

Non ce l'ho fatta ma se siete da quelle parti c'è da visitare il Vittoriale. Era la prima volta che vedevo il Garda dall'acqua e ne sono rimasta piacevolmente stupita.
Per il momento da quelle parti ho esplorato solo il lungo lago Torbole-Riva del Garda, Arco e la passeggiata fino alla Chiesa di Santa Barbara sopra Riva con pranzo in rifugio.

Mi riservo di studiare per prossimi weekend un itinerario che comprenda anche trekking e mountain bike.

lunedì 7 luglio 2014

48 ore in Romagna: da Gradara alla notte rosa di Cattolica

Questo weekend è stato organizzato last minute...come le nostre prime avventure. Partenza in macchina il venerdi notte...e "va dove ti porta il cuore".
Questa volta ci ha portato in Romagna, tra Cattolica e Fiorenzuola di Focara in occasione della Notte Rosa della riviera romagnola: un tripudio di musica, pink party e baldoria. Lui ha fatto la doppietta. Lo scorso weekend era stato a Cattolica per lavoro ed è tornato a casa particolarmente entusiasta (e con un po' di senso si colpa dato che io ero a casa tra mestieri e studio e ricevevo scatti di mare e kart su whatsapp). Così, per una volta, ha mantenuto la parola del "una volta ti porto". Lo dice almeno una volta alla settimana da 5 anni. Devo dire che in reltà ha mantenuto questa promessa più di una volta. Non mi posso lamentare ;-).

Ma veniamo alla nostra 48 ore di mare e divertimento.
Ore 22.30, dentro e fuori dal pianerottolo di casa in perenne indecisione: "parto, non parto". Ma io volevo a tutti i costi partire...ore 23.45 accomodation presso Autogrill di Castel San Pietro. Di sasso! 
Ore 4.30, svegliiiiaaaa che arriviamo tardi in spiaggia. Arriviamo a Cattolica e ci confondiamo con i "veri giovani" che stanno concludendo la loro serata.
Cornetto e cappuccino, un sopralluogo veloce in auto e alle 7,20 siamo già spiaggiati sui lettini de "Il lido delle sirene"...e nuovamente di sasso!
E dopo una lunga camminata sul bagnoasciuga andiamo a farci un giretto al mercato per prendere un po' di frutta per il pranzo.
Si sarebbe accontentato di un paio di pesche e una banana? Ovviamente no, e cosi siamo tornati in spiaggia con un conetto di sardoncini impanati. Devo ammettere che erano davvero buoni. E ve lo dice una che odia i pesciolini (a lago son tipiche le alborelle) perchè sempre amarognoli e pieni di spinette.










Dopo pranzo siamo ripiombati nelle braccia di Morfeo, per poi  goderci un bagno e un sanissimo doppio aperitivo prima in spiaggia e poi da Nicco 23, sul porto. Ci voleva!

Per la notte ci ospita l'agriturismo Cà Verde: bella la location e sensazionale la piscina che domenica mattina ci siamo goduti tutta per noi. Non vale il prezzo sicuramente. Camere vecchiotte, poco comfort e un generale senso di transadatezza. Nel complesso però è stato tutto ok.



Una doccia veloce e finalmente il nostro tavolino ci aspetta nel giardinetto della Canonica a Castel di Mezzo. 
E questa seconda volta conferma il nostro parere assolutamente positivo del posto. Ricercato ma non troppo, materie prime eccellenti, un ottimo equilibrio tra scelte di mare e di terra, la possibilità di poter abbinare un vino diverso a ciascuna pietanza e cosa che trovo davvero un punto di forza: la spiega del piatto. 
C'è ancora qualcuno che riesce ad apprezzare davvero quello che mangia, senza strafogarsi di qualsiasi cosa gli capiti sotto il naso.
E, in time-pressure, non è cosa da poco dedicare un paio di minuti per ogni patto servito. Il ristorante si trova in un complesso di vecchie case dal sapore rustico e dense di storia, con mattoncini di tufo, piccole finestre e coloratissimi geranei ai balconi.
La pavimentazione della via centrale di Castel di Mezzo è originale, di sampietrini del '500 squadrati a mano.
Anche l'arredamento è particolarmente di mio gusto, sobrio ed elegante: bianco e legno nell'interno e ferro battuto nel cortile esterno. 
Lui ha preso il brodetto "scientifico" e il crudo di pesce. Io un antipasto di pesce e la spigola alla griglia con verdure. Caffè e fettina di torta al cioccolato offerta hanno chiuso in bellezza la nostra super cena. Per il bere ci siamo affidati al consiglio del menù con una bollicina Gran Cuvée metodo classico dell'Azienda vitivinicola Velenosi di Ascoli Piceno. Altra cosa che apprezzo molto è la scelta di prodotti regionali e stagionali, che consente di offrire agli ospiti una scelta di menu sempre più diversificata.












Un salto al carnevale rosa di Misano...e poi a nanna!!! Saremmo voluti tornare sui kart ma eravamo veramente troppo stanchi. (ci vediamo in settembre ;-) con i kart)

Domenica siamo stati prima via terra e poi via mare a Fiorenzuola di Focara, nel cuore del parco regionale del Monte San Bartolo. L'acqua è quasi cristallina e molto calma per via di scogli e insenature. In una giornata che non sia la domenica deve essere veramente bello poterci nuotare. 











 A pranzo saremmo voluti tornare alle Fontanelle di Covignano (Rimini) ma erano un po' distanti e ci siamo "accontentati" del bellissimo panorama del baracchino di piade a Gabicce Monte (non il Bar Panoramic!)



 





















Per la pennica pomeridiana abbiamo scelto dei bagni di Gabicce Mare  con lettino king size!  








Devo dire che Cattolica è decisamente più organizzata e più bella nella zona del lungo mare e nei diversi lidi. Il lungo mare di Cattolica è ampio, con una bella passeggiata pavimentata in legno per correre, andare in bicicletta o semplicemente passeggiare.

La zona del Parco di San Bartolo invece è un vero paradiso per gli amanti della mountain bike. Non siamo mai riusciti a portarci giù le nostre, ma la prossima volta ci organizzeremo.


Così indecisi per partire venerdi sera, tanto indecisi ma soprattutto poco convinti di partire domenica sera...20..20,30..21,00 dai aspetta ancora un attimo, dai c'è coda, dai tanto ci siamo già riposati oggi...in realtà non riuscivamo ad abbandondare un bellissimo tramonto rosso, una bella passeggiata sul molo e il nostro spritz.




Non ce la sentivamo proprio di tornare a casa ieri sera...e per la seconda volta accomodation...in autogrill 4 stelle da qualche parte vicino a Reggio Emilia. Ore 4,45...svegliaaaaa che devo andare in ufficio. Ore 6.40 a casa con due cornetti freschi...perchè la vacanza non finisce mai se stai bene e ti senti amata.





Vi dico solo che oggi in pausa pranzo ero a mangiarmi un'insalata e sembravo quella della Costa Crociere...no ma spesso i lunedi per me son così: una riflessione volta al continuo cambiamento.



lunedì 9 giugno 2014

Una giornata al Safari Park!

Mi sono innamorata dell'Africa e dell'idea di un bel safari, questo lo sapete già.
E poichè forse ci vorrà tempo prima che questo sogno si realizzi, ieri ho convinto il gruppo di amici con prole ad andare al Safari Park di Varallo Pombia. La mia idea iniziale era una visita a Zoom Torino ma essendo in tanti con i bimbi abbiamo optato per una soluzione più comoda. Non poteva esserci giornata più sbagliata di ieri per una gita al safari: 35 gradi all'ombra.

Nel parco c'era più traffico che in centro a Milano il lunedi mattina. Gli animali, pochi e tutti intontiti. Un rinoceronte che fissa un SUV? Un leone che potevi andargli a un cm e ti avrebbe ruggito "Amico, fatti li c.... tua!". Un paesaggio davvero snaturato!

Prima di entrare, per gioco, dovevamo stabilire quale fosse l'animale che attendevamo di più di conoscere. Io ho risposto l'elefante, e questo la dice lunga, perchè (giustamente) di elefanti non c'era l'ombra. Si, lo so, non potevo aspettarmi di paragonare uno zoo safari in Italia a uno vero in Africa, ma questo è stato proprio una delusione.
Poi, son sincera, gli animali van visti in libertà, tutta un'altra cosa. Va rispettato il loro habitat originale, e per questo dovrò aspettare!
Il Parco delle Cornelle, per il ricordo che ho di 18 anni fa, mi aveva stupito molto di più...ma avevo altri occhi.

















Nel frattempo ho trovato su Facebook la foto di questo tatuaggio e me la son salvata, mi ha colpita perchè dice molto della persona che lo "indossa". Non son per niente una di tatuaggi, solo due volta nella vita son stata molto tentata: al ritorno dall'Irlanda nel 2008 e ora con l'Africa.












martedì 3 giugno 2014

Specialista di weekend lunghi, Mugello 2014 tra shopping, relax e un pizzico di avventura

Forse dovrei cambiare descrizione della mia job title  in "organizzatrice di weekend lunghi, specializzata in gite fuori porta".
A metà maggio mi dice: "Amix, ho un biglietto per il Mugello, vado con l'azienda". Bene...mi ero già vista in un bell'agriturismo sulle colline intorno all'autodromo sparapanzata su una sdraio al sole a bordo piscina. Specifico, non che non mi interessi la Moto GP, anzi, ma sarei stata da sola da un'altra parte all'interno del circuito. Aveva poco senso, ho deciso che per risparmiare un po' mi sarei goduta la gara in TV e avrei comunque vissuto la magica atmosfera che la gara del Mugello riserva da sempre.
Per la seconda volta (sono recidiva, ci avevo già provato l'anno scorso a Misano) cerco di trovare a soli 20 giorni dalla gara un posto dove dormire vicino al circuito, bello, che si mangi bene e senza spendere uno sproposito. Si lo so, può sembrare un'impresa impossibile ma ci ho provato.
(E poi non è colpa mia...il brivido del last minute viene sempre da Lui! ;-))
Una serie interminabile di no, poi dei forse e poi dei si. A compromessi ma dei si!
Partiamo sabato mattina direzione Monghidoro (BO) per provare l'avventura dell'albering al Triton's Park
Mai avrei pensato fosse cosi difficile camminare sugli alberi, in compenso ho scoperto di avere un buon equilibrio!
Mi sono fermata al penultimo percorso perchè le mie mani iniziavano a fare male e anche l'energia non era al top. Ma, per essere la prima volta e visto il grado di impegno richiesto, sono molto soddifatta dal mio spirito da Indiana Jones.
Vi regalo una pillola che vi farà ridere...120 metri di carrucola finale, che pure Lui ha avuto timore a fare.


120 minuti di adrenalina sospesi nel bosco e via sul passo della Futa per scollinare verso San Piero a Sieve, dove dovevamo montare la nostra tenda per la notte, avventura conclusiva della giornata.



Ci siamo letteralmente accampati al campeggio Mugello Verde, dove avevamo dormito già due anni fa la sera precedente la gara (quella volta però per scelta e avevo un pessimo ricordo di sporco, rumore e mia totale incompatibilità con il concetto di campeggio).
Mia sorpresa invece quest'anno tutta la struttura era molto più pulita e confortevole...non credo di essere diventata più elastica io... ;-)
Non ho fatto in tempo a fare una foto del nostro originale giaciglio ma meritava....vi dico solo che poichè la nostra tenda ufficiale l'avevamo nella casa al lago abbiamo dormito su un materasso gonfiabile con due piumoni da letto e i cuscini del divano e un tendino parasole che copriva solo fino alla testa. Temperatura notturna: 8°.

La sera abbiamo cenato all'agriturismo San Vitale a Luco di Mugello.
Il menu comprendeva: tagliolini alle erbe aromatiche, tagliata alla griglia con superbe patate al forno e insalatina, e per dolce una fettina di torta al cioccolato con una deliziosa confettura di fragole casalinga. Peccato non aver trovato qui posto anche per dormire perchè è davvero carino e la famiglia che lo gestisce molto accogliente e disponibile.



La mattina seguente dalle 5 la gente iniziava a partire dal campeggio. (una follia!!!)
Noi, e due passeggeri ospiti raccimolati al campeggio, ci siamo avviati al circuito verso le 8.30 dopo una favolosa colazione servita a "letto"  da lui (si sentiva un po' in colpa per la notte troppo avventurosa)con cappuccino caldo(ideale dopo una notte al gelo)e super briosche. La mia era alla marmellata di more...davvero eccelsa!!! Complimenti al bar del campeggio!

Ci è andata di culo,(scusate la raffinatezza) in nemmeno 20 minuti avevo lasciato giù i miei passeggeri e alle 9.40 ero parcheggiata all'outlet di Barberino in attesa di apertura.
Bello, ben curato e ho trovato qualcosina, per me, per lui e per la casa e la sera ho riportato lui a provare delle scarpe. Da qualche mese cercava dei mocassini traforati che finalmente abbiamo trovato!

Ore 12.30 una spremuta per avere energia e via alla ricerca dell'agriturismo B&B il Vignolino che ci avrebbe ospitato per la notte.
Location incantevole, in collina, appena fuori Barberino e con una piscina mozzafiato. Ore 13.15 ero in posizione nel mio letto matrimoniale, l'emozione per la gara ha vinto anche la mia palpebra calante. E' stata una pacchia godersi la gara nelle lenzuola fresche, con l'arietta che entrava dalla finestra, e un silenzio spezzato solo dai rumori della natura.

La sera ahimè lui preferisce cenare lì. Io invece mi aspettavo una sera di festeggiamenti, eventi, movida...invece no. Diciamo che non essere stata al cicuito in giornata mi aveva comunque fattto venire volgia di uscire la sera. Ovviamente la sua esigenza era il contrario.
Il cibo discreto, nulla di spettacolare. Diciamo che la cucina non è il loro forte. Porzioni striminzite e caro, mi è piaciuto però l'accostamento porri e asparagi del primo e la birra al farro degustata al calar del sole.

La mattina successiva, un'altra splendida giornata di sole, siamo tornati a farci un giro a Scarperia, due anni fa (quella volta dentro il circuito ;-)) la nostra gita al Mugello era stata una toccata e fuga e non mi ero goduta niente oltre la gara. E poi una passeggiata sul lago di Bilancino, bello ma poco tenuto.

Quando vado in un posto mi piace scoprirne gli angoli meno noti e addentrarmi il più possibile nel tessuto degli abitanti del luogo.

Pranzo a base di fiorentina in posto suggerito da Lui, che ne aveva un buon ricordo da quando era stato con i suoi colleghi qualche anno prima,...ecco forse meglio che non ve lo racconti. Una grande fregatura! Ristorante pienissimo, rinomato, e noi che ci basavamo sul buon gusto dei camionisti. Magari abbiamo sbagliato noi a scegliere la fiorentina dal menù...resta una pessima esperienza. Vabbè succede!

Il nostro weekend al Mugello si conclude con una passeggiata a cavallo organizzata dal Ranch Ricavo nelle colline di Scarperia e un passaggio veloce a Sant'agata.
Una mezz'oretta di coda a Parma, ma comunque onesta perchè in tre ore siamo arrivati a casa.
Ho staccato proprio la mente in questi tre giorni e all'uscita dell'autostrada ieri sera mi è preso un magone incredibile.

Perchè vivere qui in un palazzo di nove piani, di strade sporche, caos e smog?
Ma questo è un altro capitolo...comunque ci stiamo lavorando.
Per il momento se avete bisgno di consigli su weekend lunghi in Italia sono a vostra disposizione.





lunedì 19 maggio 2014

Trekking in Val Trompia: una giornata di relax e divertimento

Questo fine settimana ho scoperto la Val Trompia: splendidamente verde. Io e Luca eravamo ospiti vicino Brescia a casa di amici/colleghi. Ospitalità perfetta: non sempre le persone (alberghi compresi) riescono a farti sentire a tuo agio, da loro invece ci siamo trovati benissimo!


Domenica mattina sveglia presto (non troppo), colazione con cornetto caldo alle 8.30. Ore 9.15 partenza per Pezzoro, piccolo paesino valligiano dove si trova l'attacco del sentiero da cui partiamo alla volta del Rifugio Pontogna (CAI Val Trompia). I primi 40' del sentiero sono su uno sterrato ampio e leggermente in salita, ottimo riscaldamento per i miei glutei.
Una volta arrivati al Rifugio si può procedere, in base all'ora e alla stanchezza, per escursioni più o meno difficili, e arrivare fino al Monte Guglielmo. Questa era la nostra meta, purtroppo l'inaspettata neve e un paio di smottamenti ci hanno impedito (anche perchè non volevamo rischiare) di arrivare alla cima.
Nessun male, sarà per la prossima occasione. Il nostro percorso è stato altrettanto avventuroso. Non volendo ripercorrere la stessa strada dell'andata abbiamo proseguito fin quasi al Rifugio Medelet per poi, non senza qualche suspance, trovare un sentiero che a quota più bassa ci riportasse, con un tragitto ad anello, al Pontogna per il pranzo.


Ore 14: dopo 4 ore di cammino ci siamo decisamente conquistati la pappa! Al Rifugio CAI Valtrompia la cucina è ottima.
Abbiamo provato lasagne di verdure, mezze penne con la salamina, polenta con lo spezzatino, formaggio alla brace con polenta e insalata, caffè e liquore alle fragoline di bosco. Prezzo medio 12,50 Euro a persona.

Il Rifugio è aperto tuto l'anno (weekend d'inverno e tutti i giorni durante l'estate) e ha posto per 50 ospiti a dormire e circa 90 coperti. Lo terremo sicuramente presente per i prossimi Capodanni: il sentiero da Pezzoro è l'ideale da percorrere con le ciaspole.

Ah dimenticavo il nostro weekend bresciano ha avuto un magico sabato sera: scorazzamento in scooter, notte dei musei con il Tempio Capitolino di Santa Giulia aperto, movida da notte bianca.

Poche ore, ma di qualità. Che hanno ricaricato le pile e fatto dimenticare la routine.

venerdì 16 maggio 2014

Buonvenerdi #1


Adriana, di Ricomincio da Quattro, nonchè la prima blogger che ho iniziato a seguire, ha inaugurato la rubrica dei "Buon Lunedi", spero non ne abbia se mi permetto di avviare il mio personale "Buon venerdi".

Si, perché il venerdi, sopratutto per chi lavora, è un bel giorno. Ti svegli con in bocca il sapore di libertà, perché il venerdi di solito si è tutti più sereni e rilassati, perché se è un venerdi di maggio, il sole splende, tu ti guardi allo specchio e ti senti soddisfatta e piena di energia forse non c’è giorno migliore che arrivare al pc e (ri)mettersi qui a scrivere, per comunicare a tutti che finalmente sei felice e che hai trovato un po' di equilibrio, perchè tra tanti incidenti di percorso e insoddisfazioni c'è sempre chi ti vuole veramente bene e non smetterà mai di iniziare le sue giornate con un sorriso, un bacio, un messaggio o un'offerta di aiuto.

È da tempo che ripeto che non sono felice e che non mi sento realizzata, è da meno tempo che ho compreso che continuare a vomitare addosso a chi mi sta vicino la mia inquietudine serve a poco. Essere felici, è nostra responsabilità!

Viviamo in una società che continua a lanciare messaggi per essere supermotivati e sempre all'altezza di tutte le situazioni, #100happydays, post di super donne, super mamme, wonder woman...

Ho sempre pensato che questo "super" riguardasse gli altri, quelli che potevano, quelli che hanno il "lusso" di decidere liberamente della loro vita. Sono sincera, ho sempre provato un pizzico di invidia.

Poi incontri amici e conoscenti, dopo qualche anno che li hai persi di vista, e ti raccontano "guarda ho deciso di mettere la qualità della vita al primo posto" e dentro di me penso, si tu che puoi!

Però poi ci sono dei lampi di consapevolezza in cui senza mezzi termini ti dici con forza “che cazzo fai? La vita è una sola, piangersi addosso non serve. Muovi il culo e combatti”. Mettere da parte l’invidia e vivere la mia vita da protagonista e non da osservatrice non è stato e non sarà un'impresa da poco!

Ho dovuto fare i conti con il fatto che combattere non mi è mai piaciuto, o meglio, non mi è mai servito e quindi non sono proprio abituata al fatto che purtroppo, nel mondo, vigono le regole della scaltrezza e delle unghie affilate. E devi tirare avanti dritto, rallentando solo per chi veramente se lo merita!
Quando meno te lo aspetti la vita ti mette di fronte a delle realtà che ti sconquassano: i valori in cui hai creduto fino a quel momento d'improvviso svaniscono e scopri che il buono e il giusto sono concetti estremamente soggettivi. Ma come?

E ti trovi a dover modellare te stessa, le tue parole, a stare attenta a quello che fai e che dici. E quando ti sembra che la tua parte l’hai già fatta invece è ora di ricominciare. Ma soprattutto, che fine devono fare la tua schiettezza, la tua sincerità, la tua irrefrenabile propositività e il tuo spirito avventuroso?
La mia consapevolezza nasce da un profondo bisogno di nuovi stimoli, ambienti e sfide. Vivo un incessante logorio tra la quotidianità con le sue intramontabili certezze e il desiderio di evasione mosso dal cuore e dalla convizione del "posso fare meglio".

Sarà che voglio sempre precorrere i tempi e avere già “tutto subito”: una famiglia, la casa dei desideri, il lavoro che è anche la tua passione o probabilmente poi mi annoierei? Boh, sarà che però io sento dentro di me pulsare da un po' di tempo il bisogno di essere appagata dalla vita e dal lavoro, di ritornare sulla strada che mi ero immaginata, quando non senza sacrifici, ho investito sulla mia preparazione e i miei studi.
Arrivare a sera con il sorriso perchè nonostante la fatica e le cose storte sarà comunque una giornata utile, dove hai costruito un tassello, conosciuto nuove persone, maturato relazioni e conosciuto meglio te stessa.

Quando ero piccola leggevo i libri della Fabbrica del Vapore, in particolare ricordo "Il diario segreto di Susi. Il diario segreto di Paul" di Christine Nöstlinger. 

Uno scambio epistolare dei due ragazzini e il loro diari personali. Da una parte c'era Susi, poi giravi il libro e dall'altra parte c'era il diario di Paul.

Ecco questo "Buon venerdi" vorrei fosse un po' come il mio blog letto al contrario, il mio diario segreto, dove parlo di me, e del "ritrovamento" della mia "me", che da un po' troppo tempo si stava solo lasciando vivere.

Perchè è bello vivere, osservare e poi raccontare. Perché nella mia testa passano cento mila idee, frasi, spunti, immaginazioni che se poi non imprimo subito vanno perse via nel vento e in una memoria che non ritornerà.
E quando cerco di fermare i miei pensieri in una parola so già che li imbruttisco...

In questo venerdi di magia, il sole fuori se ne è andato e il mio supercapo mi ha detto che non tutti sono pronti a cambiare così, d’amblè, che bisogna essere pronti ed educati al cambiamento. Ha ragione, non c’è niente da fare.

E questo blog, è lo specchio perfetto del mio cammino: ancora incompleto, un continuo work in progress, una tensione sempre maggiore verso ciò che può rendermi una persona felice.

Mi direte...perchè?, perchè mai (tu che ne sai di comunicazione) lasci in rete una cosa così mal definita? Perchè è il mio diario, e con lui voglio essere sincera, crescere insieme a lui, impadronirmi progressivamente delle mie scelte e della mia vita...e i tasselli vuoti saranno riempiti, a suo tempo.
Conversazione aperta. 1 messaggio non letisualizzazione di Appunti.docx.

sabato 3 maggio 2014

Shopping in verde, che ne dite?

è da qualche tempo vengo attirata da oggetti, accessori e abbigliamento che hanno una componente di colore verde. Passione per il verde iniziata sulle tonalità del pistacchio/fieno per il mio matrimonio e con il tempo mi sono aperta a nuove sfumature...quest'anno il mio cuore batte per un paio di Converse e per una borsa di Michael Kors.
In casa nostra non mancano mai i dettagli verdi. 
Che siano i tovaglioli, la pianta di basilico, gli asciugamani del bagno, le abat-jour in camera, o l' innaffiatoio porta lavanda che sta sulla credenza.
Sono dettagli piccoli ma che si sposano bene insieme senza dare l'effetto pugno in un occhio!



Kors e Converse è nato un amore
Coccinelle
Portafoglio coccinelle
Orecchini verdi
Che poi a fine giornata anche la mia carda di credito sia sempre al verde è solo un dettaglio.
Buona domenica!


PS. torno ad aggiornare il post. Ho visto una cucina Febal...


Ma anche quella dell'Ikea niente male ;-)

lunedì 28 aprile 2014

Due passi in Engadina: trekking e relax.

Quest'anno è uno di quegli anni fortunati in cui i ponti di primavera si susseguono con quell'armonia perfetta che lavorare sembra quasi un interessante diversivo.
Ovviamente io, con le vacanze = pensiero fisso ricorrente, avevo già progettato viaggi, gite, ect. ect. da mesi. Il nostro frigor da agosto ospitava un post-it formato gigante con il calendario dei giorni di festa.

Ma Lui no, quest'anno non ne voleva sentire di fare piani troppo a lungo termine. Voleva godersela e vivere la giornata perchè era troppo preso dal lavoro...e poi lo stress ha rapito (e divorato) anche me cosi che volente o nolente ho lasciato un po' perdere le mie escursioni virtuali su Google Maps!

Però ci eravamo detti, stiamo tranquilli Pasqua a casa, 25 aprile e 2 giungo pure ma ci facciamo i quattro giorni del ponte del 1° maggio. Avevo ridimensionato i miei sogni (immaginavo una settimana tra Vienna e Budapest con collegamento in bici) ma felicissima comunque perchè avrei passato qualche giorno con Lui in una capitale europea (Parigi e Copenhagen le più gettonate) gironzolando con guida e bicicletta in un'atmosfera che a pensarla mi ricorda molto il nostro primo incontro a Dublino.

Ma Lui placido una mattina a colazione (saranno stati i primi del mese) mi dice: allora possiamo prenotare per il ponte perchè io ho preso un impegno di lavoro per il 3 e il 4 maggio.

Tuoni, fulmini, urla e improperi sono stati i protagonisti della parte restante della nostra colazione. Perchè Lui è troppo impegnato per ascoltare e ricordarsi che il ponte che avevamo scelto era 1,2,3,4 maggio e non 1,2,3,4 giugno!

Passata l'incazzatura mi sono dovuta ricredere, perchè non esserci organizzati ci ha permesso di accettare un invito da amici in Engadina, a Silvaplana.
Ero già stata in quelle zone nell'estate del 2006, con amici svizzeri dell'Università, ne avevo un bel ricordo e questi tre giorni appena trascorsi tra St. Moritz, Celerina e Samedan hanno confermato il piacere del soggiorno nel Canton Grigioni 




 
 

domenica 23 marzo 2014

Dormire in un faro

Voleva stupirmi!
L'inverno che ci eravamo conosciuti (2008-2009) era nata in me anche una affacinante passione per i fari. Un po' perchè stando al Nord Europa si respira la magica atmofera dell'oceano e la stessa Irlanda ne ha parecchi; ma sopratutto perchè il mio capo d'allora, di Boston, mi aveva fatto definitivamente innamorare della sua città descrivendomi quasi fosse un paesaggio incantato piste sul ghiaccio, i colori dell'oceano e i fari appunto con le loro storie leggendarie.
La passeggiata intorno alla penisola di Howth dove l'ho portato in uno dei nostri primi fine settimana insieme ospita questo bellissimo light house.

Da allora ho iniziato a leggere e documentarmi e ho scoperto che nel Nord America si poteva soggiornare in un faro: un turismo a me assolutamente ignoto.
E poi un giorno credo proprio fosse il Natale del 2009, andiamo a fare una commissione nel suo paese e rimango in auto, mi dice che ha fatto sviluppare un po' di sue foto del motocross.
Esce mi dà la busta in mano per vederle e rimango senza parole. 
Era una cartolina del faro di Porer in Croazia...inizialmente ha voluto farmi credere che fosse semplicemente una bella foto da incorniciare ma non ha resistito molto...l' ho tartassato di domande.
Il mio sogno era esaudito! Sarebbe dovuto passare ancora qualche mese. Decidiamo di partire a Pasqua: una delle nostre prime avventure insieme, felicissima e con quella (in)consapevolezza dei primi mesi di un rapporto.
Il venerdi sera facciamo tappa a Duino, cena di pesce "Al Cavalluccio" e pernottamento in auto proprio nel parcheggio antistante il ristornante. Ero proprio innamorata per aver accettato una sistemazione così...sopratutto perchè faceva un fottutissimo freddo. Non che di solito non mi adatti, anzi, ma un conto d'estate e poi, come Lui ormai ben sa, un bagno pulito e privato e dormo ovunque! ;-) (o quasi).
Arriviamo verso le 9 del mattino a Pola.

 
Cena Al Cavalluccio di Duino e pernottamento in auto. 
Avevamo preparato una dispensa di viveri per un mese 

 un po’ di piu di un minuto per attraversarlo torre di pietra 


Il faro di Porer e costruito nel 1833 sull’omonimo isolotto

sorge su uno scoglio di larghezza di 80 m, e dista 2.5 km dalla terraferma e dal paese di Premantura.  

1833 torre alta 35 metri

Il trasferimento in barca si svolge da Premantura con il Capitano Ivan Giotta.
Appena saliti ci dà una sorta di grappa...facciamo finta di berla e appena si volta la gettiamo. Dire di no ci sembrava scortese





venerdì 14 marzo 2014

Tulipani e trekking: (solo) pensando ai prossimi ponti



è un periodo tutto di fermento (casa, lavoro, decisioni)...e in mezzo a tante certezze continuo a pensare a viaggiare. è l'unica cosa che mi tiene sempre viva.
 
Uno su Facebook, pubblica foto e non sempre con didascalia...su Instagram invece quasi sempre non si lascia l'immagine da sola

Tanti posti li scopro cosi, dai social...come fossero un po' un catalogo.

Stanno per arrivare i ponti di primavera e se andassimo via avrei una mia short list di mete che vorrei scoprire

Parigi Normandia e Bretagna http://www.dihan-evasion.org/ Lusso spartano come piace a me

Olanda Amsterdam

Danimarca Copenhagen

Vienna e Budapest e bici
 
Per trovare ispirazione ho consultato il sito di Zeppelin